Trombosi venosa

Che cos'è

La trombosi venosa è una condizione in cui una piccola quantità di sangue si coagula all'interno di una vena e aderisce alla sua parete. Di conseguenza il passaggio del sangue attraverso quella vena è bloccato, parzialmente o in modo completo. Il coagulo formato prende il nome di trombo. Si parla di tromboflebite quando il coagulo di sangue si forma nelle vene più piccole proprio al di sotto della pelle, o di flebotrombosi quando invece il coagulo si forma nelle vene profonde. Le sedi più interessate dalla formazione di trombi profondi sono le vene del polpaccio o della coscia. Lo stimolo che porta alla formazione del coagulo è di solito rappresentato da un mutamento nelle caratteristiche del sangue causato o da un intervento chirurgico o da un trauma o da una infezione. Il rischio aumenta quando il sangue tende a restare fermo nelle gambe, ad esempio per la presenza di vene varicose (vedi relativa scheda) o dopo un intervento chirurgico o a seguito di un prolungato periodo in cui si è dovuti restare a letto. Un'altra condizione che predispone allo sviluppo di trombosi è l'assunzione della pillola anticoncezionale da parte di donne fumatrici.

Come si manifesta

Una tromboflebite superficiale è facilmente visibile assomigliando ad un cordone rossastro e doloroso al tatto. In alcuni casi si manifesta su vene con varici ma può interessare anche vene normali degli arti inferiori o delle braccia. Le trombosi venose profonde possono non provocare sintomi, ma quando il flusso del sangue è ostruito è facile avvertire dolore e gonfiore alle gambe. L'infiammazione della parete della vena può far si che la gamba sia calda ed arrossata.

Quali sono i rischi

La tromboflebite superficiale non è una condizione pericolosa e può risolversi nel giro di un paio di settimane. Molto più pericolose sono invece le trombosi venose profonde, ed in particolare quelle della coscia, dal momento che da queste possono distaccarsi parti del coagulo, chiamati emboli, che vanno ad ostruire le arterie dei polmoni con gravi conseguenze.

Cosa si deve fare

  • In caso di trombosi venosa profonda il medico potrà prescrivere farmaci che interferiscono con la coagulazione del sangue e che vanno usati esattamente come indicato dal medico stesso. Nelle tromboflebiti superficiali può essere utile assumere farmaci contro il dolore come l'aspirina.
  • Stare a riposo mantenendo la gamba sollevata per 1 o 2 giorni, muovendo però frequentemente il piede e la caviglia. Riprendere lentamente la normale attività dopo che la gamba comincia a migliorare.
  • Impacchi tiepidi possono essere utili ad alleviare i disturbi.
  • Non restare seduti o in piedi per lunghi periodi di tempo. Se in qualche momento è inevitabile assumere queste posizioni, far fare un minimo di ginnastica alle gambe contraendo periodicamente i muscoli del polpaccio e della coscia. Non sedersi a gambe incrociate. Riposare mantenendo sollevate le gambe.
  • Indossare calze elastiche a contenimento graduale per prevenire ulteriori episodi di trombosi venosa. Il medico indicherà il tipo più adatto alle vostre esigenze. Le calze vanno indossate al mattino prima di alzarsi dal letto.
  • Smettere di fumare, se si è fumatori: questo consiglio vale in modo particolare per le donne fumatrici e che assumono la pillola anticoncezionale.

Quando rivolgersi al medico

  • Una trombosi venosa richiede sempre una valutazione da parte del medico.
  • E' necessario contattare immediatamente il medico nel caso si sviluppassero nuovi sintomi come forte dolore alla gamba, respiro affannoso, dolore al torace, febbre elevata, tosse con presenza di sangue nell'espettorato.

Data di redazione Archivio Saninforma.


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